Abbasso il prof., dicono i poteri forti
Ieri sera Mario Monti ha presentato il suo simbolo e la sua lista, che è liberale e anticoncertativa, ma pure oggetto di uno dei più sorprendenti paradossi della recente politica italiana: la lista dei competenti e delle élite cui però l’establishment mostra il viso della diffidenza e dell’ostilità tra mutismo, timore, irresolutezza, cinismo e frivolezza. C’è solo Sergio Marchionne sotto il simbolo “viva Monti”, il resto di coloro che in teoria avrebbero dovuto essere i beneficiari del montismo, se non i suoi ispiratori, fanno invece passettini di lato, si nascondono o prendono apertamente le distanze (e così fanno pure i giornali che possiedono: il Corriere della Sera, la Stampa, il Sole 24 Ore e pure gli intellettuali, i giornalisti, gli economisti, i professori che appartengono al giro e annusano l’ambiente. Leggi Di chi è nemico Mario Monti? di Giuliano Ferrara
19 AGO 20

Ieri sera Mario Monti ha presentato il suo simbolo e la sua lista, che è liberale e anticoncertativa, ma pure oggetto di uno dei più sorprendenti paradossi della recente politica italiana: la lista dei competenti e delle élite cui però l’establishment mostra il viso della diffidenza e dell’ostilità tra mutismo, timore, irresolutezza, cinismo e frivolezza. C’è solo Sergio Marchionne sotto il simbolo “viva Monti”, il resto di coloro che in teoria avrebbero dovuto essere i beneficiari del montismo, se non i suoi ispiratori, fanno invece passettini di lato, si nascondono o prendono apertamente le distanze (e così fanno pure i giornali che possiedono: il Corriere della Sera, la Stampa, il Sole 24 Ore e pure gli intellettuali, i giornalisti, gli economisti, i professori che appartengono al giro e annusano l’ambiente).
E’ quasi obbligatorio cominciare da via Solferino, sede del Corriere, per ragioni oggettive di prestigio. Rcs schiera un patto di sindacato diviso sul da farsi con Monti: Montezemolo non si candida e contribuisce a distanza di sicurezza, Della Valle è tutto un sopracciglio sollevato, Giovanni Bazoli ha persino “prestato” il suo Massimo Mucchetti (eccellente professionista che gode della sua fiducia) a Bersani. E il Corriere è così passato dall’endorsement alla bocciatura: basta leggerlo, o farsi raccontare quello che dice Paolo Mieli, il direttore di Rcs libri ascoltatissimo anche dal “ritirato” Montezemolo (inciso: lui non si candida più, ci spiega perché?). “Se fosse tornato alla Bocconi, Monti avrebbe fatto una figura migliore”, ripete spesso Mieli. A Via Solferino, contro atti e idee del prof. hanno legittimamente sparato tutti, con argomenti diversi: compresi i professori liberali Alesina e Giavazzi e un grande vecchio come Piero Ostellino.
I famosi poteri forti si sono un po’ innervositi – si dice – per come la creatura montiana, col tempo, ha preso forma (clicca sull'immagine per ingrandirla). Volevano che Monti facesse quello che dicevano loro (malgrado nessuno di loro fosse disponibile a rischiare, aiutandolo). E difatti, per capirlo, basta fare un salto indietro, agosto 2012, e leggere un po’ che cosa scriveva Giavazzi: “Se il paese si affida a Monti ne usciremo senza aiuti”. Era il sostegno a un “salvatore dell’economia”. “C’è un percoso virtuoso - continuava l’economista liberista - che può riportare l’Italia a un equilibrio positivo. I partiti dovrebbero firmare un memorandum d’intesa (prima del voto) che vincoli le scelte economiche di chiunque vinca. A quel punto la scelta dopo le elezioni sarebbe di chiedere a Monti di continuare”. E’ più o meno quello che il premier uscente ha cercato di fare appena pochi giorni fa: ha presentato un memorandum e l’ha sottoposto a chi ci stava. Giavazzi è stato critico per la modestia degli obiettivi liberalizzatori. Comprensibile. Ma non è una critica isolata: intorno a Monti si è fatto il vuoto del giro che conta. Confindustria? Una mezza pernacchia. E il Sole 24 Ore? “La politica non può ridursi a un’Agenda”, ha scritto Guido Rossi. Ora dicono che no vanno bene i compagni di strada che Monti si è ritrovato a fianco: Casini, Fini, Riccardi. Ma applaudivano la silente Emma Marcegaglia, a settembre, quando salì sul palco dell’Udc a Chianciano?
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